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Qualche pensiero
     
AffinchĂ© si possa scegliere   15/05/2013
Affinché si possa scegliere

Ho appena sentito della scelta di Angelina Jolie di effettuare una mastectomia bilaterale preventiva per scongiurare il pericolo di ammalarsi di cancro al seno. Pur rispettando profondamente la scelta di una persona per una questione così intima non posso fare a meno di sentirmi indignata e offesa da questa distorsione e perversione a cui la “sanità” ci sta portando.

Tra qualche anno eviteremo di nascere per non ammalarci.

Mi rendo conto che la frase è molto forte e provocatoria, ma personalmente non concepisco come si possa pensare di consigliare ad una persona di ASPORTARE una parte del suo corpo per evitare una cosa NON CERTA ma solo PROBABILE  (e parliamone di dove nascono queste probabilità).  Non posso fare a meno di chiedermi se non vi siano davvero delle motivazioni psichiche di rifiuto, di perfidia, di odio e di violenza sulle donne per poter anche solo pensare di dar loro questo consiglio.

Parliamone di questo cancro. Se ci prendiamo la briga di fare delle ricerche scopriremo come in realtà la comunità scientifica non sa nulla, come le statistiche dicono tutto e il contrario di tutto, come vi siano pareri contrastanti sulla validità delle cure, come si parli di percentuali non di guarigione ma di minor rischio di mortalità, di prolungamento della vita, o di qualità della vita migliorata. Come se fossimo noi a decidere quando morire. E per di più, se una qualsiasi persona vuole fare una scelta personale e consapevole sulla propria vita e salute e decide di non sottoporsi a delle cure che non garantiscono nulla viene contrastata e psicologicamente vessata anziché supportata in un percorso che si può rivelare anche difficile, ma che assolutamente ha il diritto di esistere.

Non mancano le pubblicazioni scientifiche e saggistiche sull’argomento e ognuno di noi può, volendolo, approfondire la questione e farsi una opinione personale. Elenco una serie di pubblicazioni che mi hanno permesso di farmi la mia opinione personale, quella che io non sono solo un corpo (macchina) i cui pezzi si possono modificare, cambiare, togliere o sostituire a piacimento di qualcuno che non sia io, ma sono una persona intera il cui corpo è sacro, è mio e che ho tutto il diritto di decidere personalmente e senza sentirmi un mostro cosa è buono per me e cosa non lo è.

Umberto Veronesi – Da bambino avevo un sogno – Arnoldo Mondadori Editore 2002

Lynne McTaggart – Ciò che i dottori non dicono – Macro Edizioni 2005

Willi Maurer – La prima Ferita – Aam Terra Nuova Edizioni 2008 (in lingua originale 2000)

Marisa Rossi – Volare più in alto di un aquilone – OM Edizioni 2010

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